Gestione del rischio per principianti:
la size prima dell’ingresso
Due persone con lo stesso identico setup chiudono l’anno in modo opposto. La differenza non è l’ingresso: è quanti contratti hanno aperto.
La gestione del rischio non è la parte noiosa che viene dopo la strategia. È la parte che decide, e viene prima. Qui trovi i calcoli completi, non consigli generici.
Perché le perdite non sono simmetriche
Questa è l’unica matematica del mestiere che va capita prima di tutto il resto, perché spiega da sola perché la maggior parte dei conti non torna più.
L’aritmetica del recupero
Se perdi il dieci per cento, per tornare al punto di partenza ti serve l’undici. Se perdi il cinquanta, ti serve il cento. Se perdi l’ottanta, ti serve il quattrocento. La perdita e il guadagno necessario non crescono insieme: il secondo esplode.
Cosa implica
Che il tuo compito principale non è guadagnare in fretta, è non entrare mai nella zona in cui il recupero smette di essere realistico. Una perdita del cinque per cento si recupera con un mese normale. Una del cinquanta richiede di raddoppiare il conto, cosa che quasi nessuno fa in nessun periodo.
Il calcolo che nessuno fa
Rischiando il dieci per cento per operazione, bastano cinque perdite di fila, che sono statisticamente normali, per essere a meno quaranta e avere bisogno di un più sessantasette per cento. Rischiando l’uno per cento, le stesse cinque perdite ti lasciano a meno cinque. Lo stesso setup, la stessa serie sfortunata, due storie completamente diverse.
| Perdita subita | Guadagno necessario per tornare a zero |
|---|---|
| 10 % | 11 % |
| 20 % | 25 % |
| 33 % | 50 % |
| 50 % | 100 % |
| 80 % | 400 % |
La colonna di destra è il motivo per cui la prima regola del mestiere è non finire in fondo alla tabella.
Quanto rischiare per operazione
C’è un numero standard, e il motivo per cui è quello ha a che fare con la tabella qui sopra.
Uno per cento
Per operazione, calcolato: distanza dello stop per valore del punto per contratti, non più dell’uno per cento del conto. Con quel numero, dieci perdite consecutive ti lasciano a meno dieci per cento, una situazione scomoda ma recuperabile.
Perché sembra troppo poco
Perché su un conto da cinquemila euro l’uno per cento sono cinquanta euro, e cinquanta euro sembrano nulla rispetto al tempo che ci metti. È esattamente la sensazione che rovina i conti: il rischio si dimensiona sul conto che hai, non sul guadagno che vorresti.
Quando scendere sotto
Nel primo mese di denaro reale, in un mercato che non conosci, dopo due giornate chiuse in perdita, o in una giornata con dati macro importanti. Mezzo per cento non è prudenza eccessiva, è riconoscere che in quei momenti la tua statistica è peggiore.
Quando la size minima è già troppo grande
Se un contratto con uno stop normale supera l’uno per cento del tuo conto, la risposta non è stringere lo stop per far tornare il conto. La risposta è che quel mercato non è ancora alla tua portata. Stringere lo stop per ragioni di size significa farsi buttare fuori dal rumore.
La size in tre passaggi
Tre operazioni aritmetiche, sempre nello stesso ordine. L’ordine conta.
Passaggio uno: il rischio in euro
Saldo per uno per cento. Conto da cinquemila, rischio cinquanta euro. Questo numero lo decidi una volta e non si tocca durante la seduta.
Passaggio due: la distanza dello stop in punti
Guardando il grafico: sotto il minimo della struttura, oltre il livello, fuori dalla zona di rumore. Guardando il grafico, non il conto. Se lo stop naturale è venticinque punti, è venticinque punti.
Passaggio tre: la divisione
Rischio in euro diviso per (punti per valore del punto). Cinquanta euro divisi per (venticinque punti per due dollari) fa un contratto. Arrotondi sempre per difetto, mai per eccesso.
Il caso in cui la risposta è meno di uno
Non si opera. Non si arrotonda a uno, non si stringe lo stop, non si fa un’eccezione perché il setup sembra buono. La risposta sotto l’uno è un’informazione corretta sul tuo conto, non un ostacolo da aggirare.
| Conto | Rischio all’1 % | Stop 10 punti | Stop 20 punti | Stop 40 punti |
|---|---|---|---|---|
| 2.000 € | 20 € | 1 contratto | 0. Non si opera | 0. Non si opera |
| 5.000 € | 50 € | 2 contratti | 1 contratto | 0. Non si opera |
| 10.000 € | 100 € | 5 contratti | 2 contratti | 1 contratto |
| 20.000 € | 200 € | 10 contratti | 5 contratti | 2 contratti |
Calcolato su MNQ a 2 $ per punto. Le specifiche sono qui. Con un altro contratto cambia solo il valore del punto.
Dove mettere lo stop
Lo stop non è un numero di euro che ti va bene perdere. È un punto del grafico in cui la tua idea smette di avere senso.
Lo stop viene dal grafico
Se compri perché il prezzo ha rifiutato un livello, lo stop sta sotto quel rifiuto. Se il prezzo va lì, il rifiuto non era vero e non hai più niente da fare in quella posizione. Il grafico decide dove, il conto decide quanti contratti.
Perché un tick oltre il livello è il posto peggiore
Perché lo mettono tutti lì. Sotto quel minimo evidente c’è una concentrazione di stop, e il prezzo ci va apposta a prenderli prima di girare. La meccanica sta qui. Qualche tick più in là, fuori dalla zona ovvia, cambia molti risultati.
La zona, non la linea
Un livello non è un prezzo esatto, è una fascia. Metti lo stop oltre la fascia, non oltre la linea che hai disegnato. Costa qualche punto in più e ti evita di essere buttato fuori da movimenti che non contraddicono la tua idea.
Lo stop mentale non esiste
Uno stop che non è nel mercato è un’intenzione, e l’intenzione evapora esattamente nel momento in cui servirebbe. Ordine inserito insieme all’ingresso, sempre. Chi tiene lo stop in testa lo sposta, e non se ne accorge nemmeno.
Il rapporto che decide tutto
Il rapporto tra quanto rischi e quanto punti a guadagnare decide quale percentuale di operazioni vincenti ti serve per stare in pari.
Il calcolo
Con un rapporto di uno a uno serve il cinquanta per cento di successi. Con uno a due, il trentatré. Con uno a tre, il venticinque. È per questo che si può guadagnare sbagliando tre operazioni su quattro, e perdere azzeccandone tre su quattro.
Cosa cambia in concreto
Che prima di entrare devi sapere dove esci se hai ragione, non solo dove esci se hai torto. Un’operazione senza obiettivo è un’operazione il cui rapporto lo deciderà la tua pazienza, e la tua pazienza in perdita e in utile non è la stessa.
Il rapporto si calcola prima di entrare
Dopo, quando sei dentro, ogni numero che ti dai è contaminato dalla posizione. E aggiungi sempre i costi: due dollari e mezzo per giro su un micro alzano la percentuale di successo necessaria di qualche punto, il che su operazioni piccole cambia il segno del risultato.
| Rapporto rischio/rendimento | Successi necessari | Con i costi (MNQ, obiettivo 10 punti) |
|---|---|---|
| 1:1 | 50 % | Circa 55 % |
| 1:2 | 33 % | Circa 37 % |
| 1:3 | 25 % | Circa 28 % |
| 2:1 al contrario | 67 % | Circa 72 % |
L’ultima riga è quello che fa chi rischia venti punti per guadagnarne dieci: serve azzeccarne quasi tre su quattro.
Il limite di perdita giornaliero
La regola che salva più conti di qualsiasi indicatore.
Il numero
Due o tre per cento del conto, oppure due operazioni in perdita di fila. Quando scatta, chiudi la piattaforma. Non riduci la size, non passi a un altro mercato: chiudi.
Perché esiste
Perché le decisioni prese dopo due perdite non hanno la stessa statistica delle altre. Arrivano più in fretta, con size più grande e con l’obiettivo di recuperare, che è l’unico obiettivo che non appare in nessun piano scritto. La maggior parte delle giornate disastrose è fatta di una perdita normale seguita da quattro tentativi di annullarla.
Il segnale che ti deve allarmare
Quando ti scopri a pensare che oggi il limite non conta perché il mercato è chiaro. È esattamente il momento per cui il limite esisteva. Un limite valido solo quando ti va comodo non è un limite, è un promemoria.
Anche un limite settimanale
Sei per cento in una settimana e ti fermi fino a lunedì. Le settimane brutte esistono, e tre giornate storte di fila di solito vuol dire che il mercato è in un regime che non è il tuo, non che devi impegnarti di più.
Le serie di perdite sono normali
Quasi tutti sottovalutano quanto siano lunghe le serie negative in un sistema perfettamente valido.
I numeri
Con un cinquanta per cento di successi, la probabilità di sei perdite di fila in cento operazioni è alta. Con un quaranta per cento, che è normalissimo per chi lavora con rapporti di uno a tre, le serie da otto compaiono regolarmente. Non è un guasto del metodo: è come funzionano le sequenze casuali.
Perché è pericoloso
Perché alla quarta perdita quasi tutti smettono di credere al sistema e cambiano qualcosa: la size, il setup, il mercato. E quasi sempre quel cambiamento arriva poco prima che la serie finisca da sola.
Cosa fare invece
Sapere prima quanto è lunga la peggiore serie che il tuo sistema ha prodotto nel campione, e decidere in anticipo cosa fai se viene superata. Deciderlo dopo, dentro la serie, è garanzia di decidere male.
Il legame con la size
Ecco perché l’uno per cento. Otto perdite di fila rischiando l’uno per cento sono meno otto per cento, spiacevoli e recuperabili. Rischiando il cinque per cento sono meno trentaquattro, e a quel punto serve un più cinquantuno solo per tornare dove eri.
Le tre regole che sopravvivono a tutto
Se di tutta questa pagina resta solo una cosa, che siano queste tre.
Uno: non spostare mai uno stop nella direzione sbagliata
Allargare uno stop mentre la posizione è aperta è la sola azione che trasforma una perdita pianificata in una perdita senza limite. Spostarlo a favore per proteggere un utile va bene. Spostarlo contro, mai, in nessuna circostanza, per nessuna ragione.
Due: non aumentare mai la size dopo una perdita
Raddoppiare per recuperare è la scommessa che sembra razionale e che elimina i conti. Basta che vada male una volta nel momento sbagliato, e va male, prima o poi.
Tre: fermarsi quando il limite lo dice
Senza discussioni e senza eccezioni per le giornate che sembrano chiare. Un limite rispettato il novanta per cento delle volte protegge zero per cento, perché il dieci per cento in cui lo ignori è esattamente quello in cui sarebbe servito.
Domande frequenti
Quanto bisogna rischiare per operazione?
L’uno per cento del conto, calcolato come distanza dello stop per valore del punto per contratti. Con quel numero dieci perdite consecutive ti lasciano a meno dieci per cento, che è recuperabile. Nel primo mese di denaro reale ha senso scendere a mezzo per cento.
Come si calcola la dimensione di una posizione?
Tre passaggi: il rischio in euro (saldo per uno per cento), la distanza dello stop in punti letta sul grafico, e la divisione del primo per (punti per valore del punto). Si arrotonda sempre per difetto. Se il risultato è sotto uno, non si opera.
Dove si mette uno stop loss?
Nel punto del grafico in cui la tua idea smette di avere senso, non a una distanza che ti sembra accettabile in euro. Oltre la zona del livello, non un tick oltre la linea evidente, perché lì è dove stanno gli stop di tutti gli altri. Sempre inserito nel mercato, mai mentale.
Perché perdere il 50 % richiede di guadagnare il 100 %?
Perché il guadagno si calcola sul capitale rimasto, che è la metà. Da cinquemila a duemilacinquecento serve raddoppiare per tornare a cinquemila. È lo stesso motivo per cui una perdita dell’ottanta per cento richiede un più quattrocento, ed è la ragione per cui il rischio per operazione si tiene basso.
Qual è un buon rapporto rischio/rendimento?
Da uno a due in su per l’intraday: serve azzeccarne una su tre per stare in pari, prima dei costi. Con uno a uno serve il cinquanta per cento, che con le commissioni diventa circa il cinquantacinque. Rischiare più di quanto punti a guadagnare richiede una precisione che quasi nessuno ha.
Serve un limite di perdita giornaliero?
Sì, ed è la regola che salva più conti. Due o tre per cento, oppure due operazioni in perdita di fila, e la giornata finisce. Le decisioni prese per recuperare hanno una statistica peggiore, e quasi tutte le giornate disastrose sono una perdita normale seguita da tentativi di annullarla.
Fonti
- Chague, De-Losso e Giovannetti, Day Trading for a Living? (2020): sopravvivenza e risultati su periodi lunghi.
- Barber e Odean, Trading Is Hazardous to Your Wealth: frequenza, costi e rendimento.
- Kahneman e Tversky, Prospect Theory (1979): perché le perdite pesano di più.
- CME Group, specifiche del Micro E-mini Nasdaq-100: valore del punto per i calcoli.
- Consob, investor education: avvertenze sull’effetto leva.
Decide la size, non l’ingresso
Tre minuti, una perdita massima che non tratta e costi reali. Vedi se la tua regola tiene quando ti dà fastidio.
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